lunedì 1 aprile 2019

INTERVISTA LAVINIA SAVIGNONI

Intervista a Lavinia Savignoni (autrice, ballerina e attrice)

Dato il tuo percorso formativo e professionale nelle Arti dello spettacolo, come vedi il mondo dei cortometraggi?

Uno dei primi lavori d’attrice/autrice che ho fatto è stato un cortometraggio dal titolo TUTTO PER NIENTE regia di Alessandra Magnaghi. 

I corti sono utilissimi per imparare a raccontare una storia attraverso le immagini. Inoltre un corto può essere uno spunto per poi girare un lungo, come ad esempio stanno facendo per il corto Mother candidato all’Oscar 2019. 


In che modo sei stata coinvolta nel progetto di un cortometraggio? Come sono nate tali collaborazioni ed esperienze? 

Ho girato TUTTO PER NIENTE come protagonista, era una storia nata da un’idea comune mia e della regista. Poi ho girato CUORE DI CLOWN di Paolo Zucca, sempre come attrice. 
Entrambe le esperienze molto belle e intense. 

Nel panorama dell’industria audio-visiva, il cortometraggio è ancora un mezzo efficace per chi vuole esordire nel mercato? 

Assolutamente si, è fondamentale cimentarsi con i cortometraggi prima di affrontare un lungo. 

Quali effetti ha sortito il fenomeno del web, in primis con i social network, sul mondo dello spettacolo e la sua divulgazione, secondo te? 

Sta avendo un effetto molto forte, credo che i video di un minuto su instagram stiano avendo un effetto sul modo in cui le persone usufruiscono dei video. Un tempo eravamo abituati a leggere le storie, immaginarle con un tempo lento, quello della lettura. Oggi le storie escono fuori dai nostri smartphone in ogni momento della giornata, un video di 1 minuto può raccontarci una storia, questo ha un impatto sul nostro cervello e sulle nostre abitudini. La nostra immaginazione è cambiata molto, anche il modo in cui recepiamo un messaggio è cambiato, adesso un fotogramma lo carpiamo al volo. 
Un film come Roma di Cuaron da alcuni è considerato “lento” statico addirittura. 
Tutta questa velocità ci fa perdere la poesia delle immagini. La velocità, la frammentazione dei messaggi può esser deleteria quando è priva di contenuti. 
Riconosco un’abilità in chi riesce a mantenere insieme la tecnologia di oggi, veloce e forsennata con un contenuto ricco di significato, immagini che raccontano una storia su più livelli, come per esempio accade nel film “Ricordi?” di Valerio Mieli, in cui la frammentazione dei ricordi dei protagonisti è veloce quanto un videoclip, ma mantiene poesia e racconto in sé. 

Citando solo alcuni dei settori in cui ti sei espressa, durante la tua esperienza interdisciplinare tra recitazione, danza e sport, quale ambito artistico ritieni ti abbia arricchita maggiormente? E a quale ti senti più professionalmente ed emotivamente legata? 

Tutto quello che ho fatto nella mia vita mi permette di esprimere la mia creatività al meglio che posso. Certamente la danza mi ha dato la disciplina di fare un passo alla volta, allenarmi tutti i giorni, avere la costanza di attraversare tutti gli ostacoli, a volte saltandoli atleticamente, per raggiungere i miei obiettivi. La tenacia te la dà lo sport, una disciplina come la danza ti dà il cuore forte per reggere i colpi, e la grazia di restare leggiadra anche quando ti senti un piombo. Ho avuto la fortuna di essere sia una sportiva che una danzatrice, quindi come dico nel mio spettacolo IL CORPO PERFETTO: “Sono un Panzer tedesco con il tutù bianco” 

Il tuo ultimo spettacolo, “Il corpo perfetto” è scritto, diretto e interpretato da te. Come è nata l’idea, quanto di te c'è dentro questo spettacolo? 

L’idea era in nuce dentro di me credo da sempre. Ho dedicato gran parte della mia vita a fare esperimenti sul corpo con il cibo, con l’attività fisica. 
Considero il nostro corpo qualcosa di straordinario, possiamo fare ciò che desideriamo se ci applichiamo, e possiamo trasformarci, che è poi la parte che preferisco del mio lavoro: la trasformazione. 
Poi il tema dell’immagine mi sta molto a cuore, mi sono chiesta spesso come mai siamo ossessionati dall’idea di aver un'immagine pubblica perfetta, sana, essere buoni, corretti, bravi ecc. 
Essere social-mente accettati oggi passa per i “like” sui social. 
Se fai una foto che fai non li metti i filtri? Bè se si tratta di un tramonto no, certo che no, ma se invece si tratta di te ecco lì che i filtri non bastano mai. La vecchiaia è per gli sfigati, le rughe fanno sciatto, curarsi oggi significa essere belli naturali, si, ma senza cellulite, bevendo beveroni verdi che fanno splendere la pelle naturalmente (con l’aiutino di Photoshop anche) 

Cimentarsi in un’opera teatrale, curandola in qualità di autrice e attrice, era da sempre un tuo sogno nel cassetto? 

In realtà no, non ho mai pensato: "da grande sarò un’autrice". 
Mi sono sempre considerata un’attrice e una danzatrice. Il mio lavoro IL CORPO PERFETTO è nato dall’esigenza personale di raccontare una storia, da un’urgenza di mostrare una parte distorta del nostro mondo contemporaneo, senza fare la morale, senza dare giudizi, volevo solo portare in scena quello che ho visto dentro di me, e intorno a me, nella società in cui vivo oggi. 
Il teatro lo vedo così: uno specchio in cui vedere riflessa la nostra attualità. 

Nell’augurarti il meglio, concludiamo chiedendoti qualche anticipazione sui tuoi progetti futuri. 

Sto studiando IL CORPO PERFETTO in inglese per farlo all’Edinburgh Fringe Festival 2019 ad agosto. 
Poi sto leggendo dei nuovi copioni tra cui pescherò il prossimo progetto da attrice. Ho in mente di girare un cortometraggio, più di uno in realtà, ma uno è molto urgente, ha bisogno di vedere la luce presto. Dato che ho deciso di autoprodurre i miei progetti d’autrice, la mia casa di produzione LA LOBA PRODUCTION si autosostiene anche grazie alla mia passione per il Gyrotonic e la Gyrokinesis, attraverso i miei corsi posso permettermi di prendermi il tempo di valutare davvero quali progetti fare o non fare al cinema e a teatro. E questo è un grande privilegio oggi.

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Intervista curata da Giulio Muto e Silvia Sanna