venerdì 16 novembre 2018

INTERVISTA 3DPRODUCTION

3dproduction 

Oltre ovviamente alla definizione formale di Associazione, che ruolo “morale” o “simbolico” sentite di avere all’interno del panorama cinematografico odierno?

Abbiamo costituito l’associazione perché era nostro scopo coniugare lo spirito di aggregazione e comunitario con la passione per il cinema. Il ruolo che sentiamo nostro è quello di creare un collettivo che possa sentirsi libero di raccontare le storie che sente proprie, libero da giudizi e da piaggerie. Anche a dispetto dei risultati o dei riscontri del mainstream.

Siete nati da una passione condivisa, un gioco divenuto col tempo sempre più impegnativo e interessante. I vostri percorsi di studio e/o professionali sono vicini o distanti a tale passione?

I percorsi sono i più disparati. Abbiamo chi ha frequentato l’Accademia di Belle Arti, chi coltiva la passione per la fotografia a livelli semi-professionali, chi non ha mai avuto nessun punto di contatto con l’arte e la comunicazione. Ma tutti abbiamo in comune l'essere divoratori di film e serie tv.

Oltre ad amici e persone che hanno intrapreso con voi questo percorso, chi altri ha creduto in voi in qualità di investitore, sponsor, e quant’altro?

Nessuno oltre l’autotassazione degli associati e i tanti utenti dei social che ci sostengono con le periodiche campagne di crowdfunding. I nostri progetti non includono professionisti o non sono finalizzati a progetti in collaborazione con istituzioni o altre autorità. E questo ci permette di raccontare quello che vogliamo, come, dove, quando e con chi decidiamo noi. Il vestito istituzionale di Associazione ci ha aperto molte più porte, rispetto ad un semplice sodalizio fra amici, ma non abbastanza, poiché non siamo accreditati presso nessuno.

Come sono cambiati i vostri modelli di riferimento, nel campo della produzione, dal 1994 ad oggi?

Quando abbiamo iniziato, i luoghi di aggregazione erano i cinema o i cineclub in cui si proiettavano le VHS. Youtube sarebbe arrivato soltanto nel 2005. Per mostrare i nostri lavori al maggior numero di persone possibile, bisognava andare di casa in casa, di salotto in salotto. In Italia facebook sarebbe arrivato soltanto nel 2008. Oggi cerchiamo di mantenere una nostra linea, non disdegnando riferimenti come la Pubblicità Progresso o i video social di Casa Surace o altri.

Come nasce solitamente un vostro progetto?

Dall’idea di un associato che prende spunto da qualcosa che ha visto o vissuto. Si fa quadrato intorno alla sua idea e ognuno con il suo talento cerca di sostenere il progetto e colmare le lacune come può. Abbiamo chi si occupa del trucco, della fotografia, della sceneggiatura, della regia, riprese e/o montaggio. Oppure semplicemente, ed opportunisticamente, un’idea nasce da un luogo visitato, che ispira talmente da decidere di costruirvi intorno una storia.

Ricevete proposte, per realizzare un’idea o un progetto già ben definito, da soggetti esterni? Se la risposta è SI, in che modo vi giungono tali proposte?

Riceviamo almeno 1 volta l’anno, sceneggiature via mail. Ma preferiamo dare precedenza e tutte le nostre risorse (anche di tempo) ai nostri associati.

In che modo affrontereste la trasformazione di un vostro progetto in un medio o lungometraggio? E che genere preferireste trasporre?


Le nostre produzioni non hanno mai superato i 20 minuti. La prima cosa che faremmo, sarebbe quella di far andare tutti i nostri associati con una velleità per il ruolo di attore, a lezioni da un coach per reggere una performance che superi i precedenti limiti che si hanno col cortometraggio. Ci avvarremmo di attrezzature professionali e di operatori per demandare ad essi la resa dell’audio e del video per un livello professionale. Inoltre ci faremmo affiancare per il trattamento della sceneggiatura che avrà sicuramente di essere ampliata e resa ricca di situazioni.
Non abbiamo una predilezione per un genere particolare, anche se alcuni di noi sono attratti dal cinema di intrattenimento puro, per intenderci i film di genere anni 80, e anche dalla commedia con un pizzico di sguardo critico sul mondo attuale.

A chi sono destinati attualmente i vostri lavori? Festival, web, altri canali di divulgazione, (…)

Ad oggi i nostri progetti sono destinati a proiezioni dirette presso serate a tema o al cinema, poi ai festival preferendo sempre quelli ad iscrizione gratuita, per non sottrarre risorse alle nostre produzioni competendo in modo impari in festival onerosi in cui vi sono produzioni professionali che vantano anche collaborazioni eccellenti. Successivamente pubblichiamo i lavori sui social per una maggiore diffusione e per soddisfazioni per gli associati.

Tra i vari spazi ed eventi per valorizzare e dar luce al Cinema esordiente e/o indipendente, quali preferite? A quali partecipate? E a quali vorreste avvicinarvi?

Prediligiamo festival con proiezioni pubbliche, rassegne anche non competitive. Quello che aneliamo è la proiezione con feedback e confronto diretto con il pubblico. E’ ciò che permettere di aggiustare il tiro e perfezionare la mission che vogliamo perseguire: senza freni dal 1994 con Passione, Impegno e Amicizia.

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Intervista curata da Giulio Muto e Silvia Sanna